L'ossessione batte il talento
Non sono mai stato il più bravo. Ho imparato che la costanza, ripetuta ogni giorno, batte quasi sempre il lampo di genio isolato.
Non sono mai stato il più bravo, e va bene dirlo. Non sono nato con un talento naturale per le vendite, né per le relazioni umane. Ho costruito entrambe sul campo: da ragazzo, facendo il cameriere nel ristorante di famiglia, ho dovuto imparare a parlare con gli sconosciuti, capire in fretta chi avevo davanti e restare disponibile anche nelle giornate in cui avrei preferito scomparire.
Dopo anni di lavoro ho capito che il talento, da solo, riceve troppo credito. Ho visto persone molto dotate fermarsi dopo i primi risultati e persone meno brillanti andare molto più lontano perché hanno continuato quando l’entusiasmo era già finito. Il talento accelera. La costanza porta a destinazione.
Per me significa una cosa semplice da dire e scomoda da praticare: fare bene le cose non una volta, ma con continuità. Rispettare gli orari quando costa fatica. Curare dettagli che forse nessuno noterà. Tornare a interrogarsi su un cliente o un progetto proprio quando si è convinti di aver capito tutto.
Non è una formula magica. È un metodo poco spettacolare, fatto di ripetizione e disciplina. Ma è la cosa che ho visto funzionare più spesso, su di me e sulle persone migliori che ho avuto la fortuna di osservare.
Alla fine, forse, non serve nascere pronti. Basta decidere di esserlo ogni giorno.