Vai al contenuto
Giuseppe Mercadante

Il codice è la parte facile

Oggi uno strumento lo può costruire quasi chiunque, anche con l'IA. La differenza la fa chi ha capito davvero il lavoro che quello strumento deve aiutare.

Non so programmare, eppure, a margine del mio lavoro e con l’aiuto dell’IA, sto costruendo i miei primi prototipi di gestionali. Detta così sembra una contraddizione, e all’inizio l’ho pensato anch’io.

Qualche settimana fa ho letto un post di Ambra Danesin, CTO di Nexticc, che mi ha messo in ordine le idee. Diceva, con parole molto più colorite delle mie, che non ha senso giudicare chi costruisce software in base a chi scrive il codice, una persona o un’IA. Conta quanto ha capito il lavoro dell’azienda per cui lo costruisce, e per capirlo bisogna andare sul posto e fare domande a chi quel lavoro lo fa ogni giorno.

Mi ci sono ritrovato in pieno, perché è proprio la strada che sto provando a seguire.

Anche se, a dirla tutta, l’avevo imparato molto prima di sapere cosa fosse un gestionale, tra i tavoli del ristorante di famiglia, dove da ragazzo facevo il cameriere. Chi non ha mai fatto un sabato sera in sala pensa che basti portare i piatti. Chi l’ha fatto sa che il servizio si inceppa nei dettagli, come i piatti dello stesso tavolo che devono arrivare insieme anche se cuociono in tempi diversi, o il cliente che cambia l’ordine quando la comanda è già in cucina. Puoi inventare il sistema di comande più ordinato del mondo, ma se un sabato sera in sala non l’hai mai fatto, funzionerà solo in un ristorante tranquillo che esiste sulla carta.

Non sono più bravo di un programmatore, sia chiaro, non lo sono e non ci provo nemmeno. Però il lavoro commerciale lo conosco da dentro, perché lo faccio ogni giorno. So dove si perdono le informazioni e quale foglio Excel tiene in piedi mezzo ufficio, e so anche quanto è fragile. Un programmatore bravissimo che questo mestiere non l’ha mai fatto quelle cose deve scoprirle da zero, io molte le ho già viste.

Per questo il codice è la parte che mi preoccupa meno, quello che conta viene prima.

Il primo gestionale l’ho costruito per me, per il mio lavoro di vendita, e lì partivo avvantaggiato, perché chi doveva usarlo ero io. Sapevo già come lavoro davvero, non come dovrei lavorare sulla carta, quindi prima di scrivere una riga ho disegnato ogni schermata, e poi ho verificato i calcoli al centesimo sui miei numeri veri, non su esempi inventati.

È proprio lì che ho iniziato a usare l’IA anche dentro lo strumento. Le ho affidato una parte del lavoro più ripetitivo, quella che mi faceva perdere più tempo, e io controllo e confermo prima di andare avanti. Ad oggi il risultato è giusto praticamente sempre.

Così, quando ho iniziato a lavorare a un gestionale che useranno altre persone, ho proposto lo stesso passaggio.

Mi hanno chiesto di toglierlo.

Il motivo non era tecnico, era la paura di affidare quel passaggio a un’IA e perderne il controllo, anche se il controllo di una persona era già previsto. Lì per lì mi è dispiaciuto, lo ammetto, ma ripensandoci era una paura comprensibile, e in fondo anche sensata, per chi l’IA non l’ha ancora vista lavorare da vicino.

L’ho tolto.

Sono convinto che prima o poi lo rimetteremo, ma quel giorno ho capito una cosa che va oltre il software. L’IA, come ogni novità, serve dove chi la usa è pronto ad accoglierla, non dove la vorresti tu. La fiducia in uno strumento nuovo si costruisce come quella in una persona, un passo alla volta.

È la stessa regola della vendita, il prodotto migliore del mondo non serve a niente se il cliente non è pronto a usarlo, e chi spinge lo stesso di solito vende una volta sola.

Oggi si discute molto se sia meglio il codice scritto da un programmatore o quello scritto da un’IA. Capisco la domanda, ma secondo me è quella sbagliata, perché il codice, sempre di più, lo potrà scrivere chiunque. La domanda giusta è chi conosce quel lavoro abbastanza bene da sapere cosa costruire, e da capire quando non è ancora il momento di farlo.

E qui c’è una buona notizia per chi, come me, non viene dal mondo tecnico.

Quella conoscenza probabilmente ce l’hai già. Sono i tuoi anni di lavoro, i problemi che vedi ogni giorno e le scorciatoie che ti sei inventato per andare avanti. È un patrimonio che nessuna IA ha e che, per la prima volta, puoi trasformare in qualcosa di concreto.

Alla fine il codice lo può scrivere chiunque, capire il lavoro degli altri resta la parte difficile.

Ti è stata utile? Passala a qualcuno.

Ricevi la prossima nota.

Una nota alla volta, direttamente nella tua email, quando c'è davvero qualcosa da dire.

Una nota alla volta, niente spam. Ti disiscrivi con un clic. Iscrivendoti acconsenti a ricevere le note via email: leggi come uso la tua email.